Archivio: News STI

Auguri natalizi

“E’ ancora possibile scegliere di esercitare la gentilezza.
Ci sono persone che lo fanno e diventano stelle in mezzo all’oscurità”.
(Francesco, Fratelli tutti, n. 222).

La Luce e la Pace del bambino di Betlemme sia motivo di speranza in questo tempo di incertezza.
Buon Natale e buone feste a tutti.
La direzione e il personale di segreteria.
La segreteria riaprirà giovedì 7 gennaio 2021.

Giustizia ed economia. Per la costruzione di una civiltà di pace. Il focus del nuovo numero di Studia Patavina

È uscito il n. 3/2020 di Studia patavina, la rivista della Facoltà teologica del Triveneto, con un approfondimento che mette in dialogo economia, filosofia e teologia.

 

È uscito il fascicolo 3/2020 di Studia patavina, rivista della Facoltà teologica del Triveneto, con un focus dal titolo Giustizia ed economia. Per la costruzione di una civiltà di pace.

Fare dell’economia una via per costruire rapporti di autentica fraternità: è l’appello di papa Francesco, che a più riprese sollecita una visione della fraternità come espressione di una struttura di legami che non si risolvono esclusivamente in una comune origine di sangue, bensì nella scelta, nella libertà, nella giustizia; si agisce con carità fraterna quando si desidera, si ricerca, si protegge il bene degli altri e il loro sviluppo integrale. La sfida è quindi pensare un’economia capace di tenere unite azioni e responsabilità, giustizia e profitto, produzione di ricchezza e sua redistribuzione, operatività e rispetto dell’ambiente. Dall’altra parte, la filosofia è chiamata a riconoscere che il nostro “agire economico” è ben più che un’azione volta al raggiungimento del profitto, ma deve aprirsi ai temi della giustizia, della libertà, del bene comune.

Nasce dalla considerazione di questi due aspetti l’approfondimento proposto dalla rivista e coordinato da Ilaria Malaguti, docente di Storia della filosofia all’Università di Padova. La filosofia interroga l’economia e ne discute il valore antropologico, etico, politico e anche teologico-spirituale.

«Ogni agire economico è sempre anche un fatto etico – ribadisce Malaguti –. Se intendiamo l’economia alla luce di una profonda “vocazione etica”, allora potremo riconoscere nell’agire economico una rifrazione del nostro desiderare il bene: esso è ricercato non in relazione a ciò che appare buono alla nostra sensibilità, bensì è eletto come criterio che qualifica l’intera esistenza nella relazione ad altri, la orienta e la permea. Intendere il bene significa custodirlo, non certo per appropriarsene come fosse tesoro geloso, ma per farne principio di azione e di impegno e per operare con ardito coraggio su vie di autentica giustizia».

Sulla base di queste premesse, il focus si struttura attorno a tre principali assi tematici. Nella prima sezione, Michele Nicoletti, ordinario di Filosofia politica all’Università di Trento, discute il concetto di oikos, in prospettiva storica (Per una storia del concetto di oikos).

La seconda sezione tratta dei modelli economici di cooperazione e sostenibilità, nella prospettiva di una società più giusta. La realizzazione dell’interesse individuale si compie non a dispetto o malgrado l’interesse collettivo, bensì grazie a esso. In tale prospettiva Vera Negri Zamagni, docente di Storia economica all’Università di Bologna, delinea i tratti di un paradigma economico più cooperativo, che si apre a una dimensione nuova dell’uomo (L’economia tra competizione e cooperazione: uno sguardo dal passato al futuro). Il tempo contemporaneo vive un’inquietudine etica, che esorta a riconsiderare la globalizzazione nel segno della responsabilità che sorge dalla coabitazione del mondo. L’aequitas, il «senso vivente della giustizia» – come ricorda Giuseppe Goisis, già ordinario di Filosofia politica e di Politica ed etica all’Università Ca’ Foscari di Venezia – ha origine nella compassione: essa ci guida su vie di speranza e di carità (Oltre la globalizzazione. Etica ed economia).

Infine, nella terza sezione, l’economia interpella la teologia. Nel complesso rapporto tra capitalismo e umanesimo cristiano, Luigino Bruni, docente di Economia politica all’Università Lumsa di Roma, dà

evidenza allo scambio mutuo e fecondo che si è verificato tra le categorie teologiche e la fondazione della scienza economica moderna, in un dialogo aperto con i vangeli e con alcuni padri della chiesa (Le molte dimensioni della cruna e del cammello. Cristianesimo ed economia in prospettiva storica).

 

Accanto al focus, la rivista tratta anche altre tematiche: Giorgio Bozza offre una riflessione su Come gestire i beni temporali della chiesa. Alcune provocazioni a partire dal pensiero francescano; Giuseppe Mazzocato propone un approfondimento dal titolo La forma incondizionata della volontà e la totalità dell’amore. Attualità teologica della teoria di Kant sulla morale; Simone Duchi porta l’attenzione sul tema Angelo e diavolo: ipotesi per un’elaborazione culturale del dramma tra grazia e libertà.

 

Completa il fascicolo una ricca sezione di recensioni e segnalazioni bibliografiche.

Il volume 3/2020 può essere richiesto (al costo di € 17,00) a studiapatavina.abbonamenti@fttr.it ed è in vendita su Libreriadelsanto.it

 

Clicca qui per scaricare indice e abstract degli articoli della rivista: http://www.fttr.it/wp-content/uploads/2020/12/StPat-3-2020_indice-e-abstract.pdf

Rito di ammissione a Treviso

Lunedì 7 dicembre, nel tempio di San Nicolò a Treviso, il vescovo ha presieduto la Messa, nella solennità dell’Immacolata, con l’ammissione tra i candidati agli Ordini Sacri di Luca Fecchio,  Matteo Mason e Francesco Tesser, alunni del Seminario e studenti dello Studio Teologico Interdiocesano Treviso-Vittorio Veneto.

“Questo cammino, a cui il Seminario vi ha formato – ha concluso il Vescovo Michele Tomai – può iniziare con vigore, con serenità e con gioia. Ecco i sentimenti che vi auguro: la serenità e la gioia nel cammino”.

Ordinazioni diaconali a Treviso e Vittorio Veneto

Sabato 19 dicembre, alle ore 16.00 nella Cattedrale di Treviso, 
verrà consacrato diacono Fabio Toscan, studente del sesto anno.
La celebrazione potrà essere seguita sui canali social della Diocesi.
Domenica 10 gennaio, alle ore 17.00 nella Chiesa parrocchiale di Mareno di Piave
avverrà l’ordinazione diaconale di Davide Reichmann, anche lui studente del sesto anno.
In questi giorni di attesa gioiosa del Natale, ci uniamo alla preghiera per Fabio e Davide, perché possano essere per tutti un segno dell’amore di Dio nella nostra Chiesa.
I docenti, gli studenti, la direzione ed il personale di segreteria.

Esami sessione invernale 2021

  • L’iscrizione, a partire da venerdì 11 alle ore 16.00 fino a sabato 19 dicembre 2020, sarà fatta online dalla propria Pagina Personale Studente (PPS) accessibile dal sito: sti.diocesitv.it
  • Orario dell’esame: se non è specificato un orario diverso, tutti gli appelli sono da intendersi al mattino dalle 08.45.
  • Cancellazione dall’esame: ci si può cancellare dall’esame, sempre dalla propria PPS, fino a due giorni prima del singolo appello (entro le 24.00).
  • Tutti gli esami saranno online

Didattica STI fino al 3 dicembre

A motivo del prolungarsi della situazione di emergenza, i corsi dello STI continueranno nella forma “mista”, così come già realizzata in queste settimane, fino al prossimo 3 dicembre (incluso).
Il link sarà lo stesso usato finora per le lezioni.

Don Stefano Didonè è il nuovo direttore di Studia Patavina

Congratulazioni al nostro Pro-Direttore e auguri di buon lavoro!

 

La rivista scientifica della Facoltà teologica del Triveneto ha un nuovo direttore: don Stefano Didonè. Trevigiano, classe 1975, succede a don Giuseppe Mazzocato che ha lasciato l’incarico dopo aver guidato Studia patavina dal 2011, anno in cui la Facoltà ha assunto dal Seminario di Padova la prestigiosa testata nata nel 1954 per iniziativa del vescovo Girolamo Bortignon e del teologo Luigi Sartori.

Oggi la rivista – quadrimestrale, per un totale di 600 pagine all’anno – è spazio di pubblicazione di studi e ricerche, espressione della qualità teologica della Facoltà e degli Istituti superiori di Scienze religiose e Istituti teologici in rete nel Triveneto; si propone inoltre come strumento di formazione e aggiornamento per presbiteri, religiosi, operatori pastorali, laici interessati alla teologia.

«Raccolgo un’eredità ricca e preziosa – commenta il neodirettore – perché oggi Studia patavina è, fra le riviste teologiche italiane, la terza più consultata e ha alle spalle una storia importante, frutto di un lungo lavoro di ricerca e di dialogo tra le istituzioni culturali. Per il futuro penso a un prodotto che resti rigoroso nei contenuti e snello nella forma, riuscendo a offrire in modo immediato ai propri lettori contributi con la qualità di sempre e con aperture a nuovi temi quali l’etica sociale ed economica, oggi tornati alla ribalta a motivo dell’emergenza pandemica da Covid-19».

I teologi oggi «non possono restare chiusi in una torre d’avorio – sottolinea – ma devono mettere a servizio dei credenti e della chiesa la propria riflessione. Potenziando il dialogo con gli atenei del Triveneto, da Verona a Trento, da Venezia a Bolzano, da Trieste a Udine, Studia patavina può diventare un laboratorio che lavori sulle frontiere e dove anche gli stessi docenti della Facoltà e dei 12 Istituti collegati in rete si cimentino in ricerche comuni. Il lavoro di squadra oggi è decisivo».

Un’intervista a don Stefano Didonè è pubblicata nel sito della Facoltà www.fttr.it alla pagina:

http://www.fttr.it/qualita-e-innovazione-intervista-al-neodirettore-di-studia-patavina/

IL DIRETTORE

Don Stefano Didonè, presbitero della Diocesi di Treviso, 45 anni, ha conseguito la licenza e il dottorato in teologia alla Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale di Milano e il post-dottorato presso il Centre Sèvres-Facultés jésuites di Parigi, avendo come relatore il prof. Christoph Theobald.

Dal 2017 è pro-direttore dello Studio teologico interdiocesano di Treviso-Vittorio Veneto ed è docente stabile straordinario per la cattedra di Teologia fondamentale all’Istituto superiore di Scienze religiose “Giovanni Paolo I” di Belluno-Feltre, Treviso e Vittorio Veneto.

Tra le pubblicazioni: il volume La struttura antropologica della fede. Ripensare la teologia filosofica (Milano 2015); la curatela di Ancora padri? Un percorso formativo per presbiteri sulla paternità (Padova 2019) e La libertà necessaria. Conversazioni su Filosofia e Teologia (Padova 2017); ha inoltre offerto contributi in diversi volumi e pubblicato articoli in riviste.

LA RIVISTA OGGI

Studia patavina, da quando nel 2011 è divenuta la rivista della Facoltà Teologica del Triveneto, si è impegnata in un rinnovamento della linea editoriale che ha trovato il suo punto di forza nei Focus, dove si approfondiscono alcune tematiche di interesse pastorale, in linea con l’indirizzo “pratico” dell’istituzione accademica. Accanto a questi, sono proposti articoli attinenti alle discipline teologiche, filosofiche e storiche, e una ricca selezione di recensioni e segnalazioni bibliografiche.

Studia patavina – la cui scientificità è garantita dalla valutazione degli articoli tramite double blind peer review – è scambiata con 240 riviste che vanno ad arricchire il patrimonio della biblioteca della Facoltà; grazie a questo scambio Studia patavina è presente nelle principali biblioteche di tutto il mondo.

Oggi essa gode di un buon indice di attenzione nel database internazionale Ebsco Religion & Philosophy Collection, dove si posiziona al terzo posto, fra le riviste teologiche italiane, per numero di articoli consultati. La rivista è indicizzata in Atla Religion Database dell’American Theological Library Association.

LA STORIA

Studia patavina nasce nel 1954 per iniziativa del vescovo di Padova Girolamo Bortignon e del teologo Luigi Sartori. I primi anni di vita della rivista sono segnati dalle impetuose correnti politiche, ideologiche e teologiche che attraversano la cultura ecclesiastica e civile italiana: dalla pubblicazione dell’enciclica Humani generis (1950) di Pio XII, che condannava la cosiddetta “nuova teologia”, alla grande stagione del Concilio Vaticano II (1962-65), fino agli anni difficili del pontificato di Paolo VI (1963-78). Studia patavina in quei tempi si apre sempre più al dialogo con la cultura non solo filosofica ma anche scientifica, tanto che nel 1968 da “rivista di teologia e filosofia” è diventata “rivista di scienze religiose”.

Nel 1984, per sintonizzarsi e corrispondere meglio al progetto di “nuova evangelizzazione” di Giovanni Paolo II, la rivista si dà un nuovo statuto e diventa l’organo ufficiale della Sezione di Padova della Facoltà Teologica dell’Italia settentrionale. Con questo passaggio, se da un lato conferma finalità e compiti originali, dall’altro orienta la sua linea programmatica verso una sempre maggiore attenzione ai problemi della fede e della missione della chiesa.

L’inizio del nuovo millennio vede Studia patavina maggiormente impegnata in un ripensamento teologico della fede e delle forme storiche della chiesa e della sua missione. Non per questo viene abbandonata la strada del dialogo con la cultura, soprattutto accademica; si rinnova anzi l’impegno culturale al servizio dei due “Studi” di Padova a cui il titolo stesso della rivista allude: la Facoltà teologica del Seminario e l’Università. Dialogo e collaborazione che continuano a fare di Studia patavina un’importante palestra di dialogo tra fede e ragione e che le valgono recensioni nelle principali riviste di tutto il mondo.

Nel 2011 diventa la rivista della Facoltà teologica del Triveneto.

I DIRETTORI

Luigi Sartori (segretario-direttore dal 1954 al 1967)

Giovanni Leonardi (segretario-direttore dal 1968 al 1988)

Giuseppe Segalla (direttore dal 1989 al 2000)

Giuseppe Trentin (direttore dal 2001 al 2011)

Giuseppe Mazzocato (direttore dal 2011 al 2020)

Dies Academicus 2020

Mercoledì 11 novembre 2020 – ore 18:00
Seminario Vescovile di Treviso
Evento online

«Ogni giorno ci viene offerta una nuova opportunità, una nuova tappa.
Non dobbiamo aspettare tutto da coloro che ci governano, sarebbe infantile.
Godiamo di uno spazio di
corresponsabilità capace di avviare e generare nuovi processi e trasformazioni.
Dobbiamo essere
parte attiva nella riabilitazione e nel sostegno delle società ferite.
Oggi siamo di fronte alla
grande occasione di esprimere il nostro essere fratelli, di essere altri buoni samaritani
che
prendono su di sé il dolore dei fallimenti, invece di fomentare odi e risentimenti. […]
Che altri
continuino a pensare alla politica o all’economia per i loro giochi di potere.
Alimentiamo ciò che è
buono e mettiamoci al servizio del bene».
(Francesco, Fratelli tutti, 77)

PROGRAMMA

  • Saluto delle Autorità Accademiche
  • Il sapore del Vangelo. L’enciclica Fratelli tutti di papa Francesco per la Chiesa del XXI secolo
    Prolusione del prof. Riccardo Burigana, Istituto di Studi Ecumenici San Bernardino di Venezia
  • Consegna dei Diplomi, o Acclamazione

A docenti e studenti dei tre Istituti sarò inviato il link per l’accesso a distanza.
Se altre persone fossero interessate a partecipare, potranno farne richiesta scrivendo a: segreteria@issrgp1.it

 

 

Per informazioni e contatti:
SEGRETERIA
P.tta Benedetto XI, 2
31100 Treviso – tel. 0422 324835

segreteria.sti@diocesitreviso.it
segreteria.sft@diocesitreviso.it
segreteria@issrgp1.it

Didattica STI fino a sabato 14 novembre

In seguito all’articolo 9 u) del DPCM di sabato 24 ottobre e visti i crescenti casi di positività, le lezioni dello Studio Teologico si svolgeranno in forma “mista” fino a sabato 14 novembre incluso.
La modalità di questa forma “mista” di DAD (Didattica a Distanza) è quella già sperimentata nei mesi di febbraio e marzo, quindi con la presenza nelle aule dello Studio Teologico dei rispettivi Seminari dei docenti e dei seminaristi dello stesso Seminario e gli altri connessi.
La collaborazione con lo Studio Teologico “Celso Costantini” di Pordenone continua secondo la programmazione, ma esclusivamente in forma on line.

Informazione in caso di Positività o contatto stretto con Positivo

Definizione del Ministero della salute di “Contatto stretto”.

Il “Contatto stretto” (esposizione ad alto rischio) di un caso probabile o confermato è definito come:

· una persona che vive nella stessa casa di un caso COVID-19

· una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso COVID-19 (per esempio la stretta di mano)

· una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso COVID19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati)

· una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti

· una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso COVID-19 in assenza di DPI idonei

· un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso COVID-19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei

· una persona che ha viaggiato seduta in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso COVID-19; sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto.

Gli operatori sanitari, sulla base di valutazioni individuali del rischio, possono ritenere che alcune persone, a prescindere dalla durata e dal setting in cui è avvenuto il contatto, abbiano avuto un’esposizione ad alto rischio. (cf. http://www.salute.gov.it/portale/malattieInfettive).